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Obbligo di certificazione del revisore legale per Zes Unica

zes unica 2024
Zes unica 2024

Dal 12 giugno al 12 luglio 2024 le imprese del Sud Italia che vogliono accedere al credito d’imposta per gli investimenti a sostegno delle spese ammissibili previste da Zes Unica devono presentare all’Agenzia delle Entrate la certificazione redatta dal revisore legale dei conti. 

Per le imprese che non sono obbligate dalla Legge alla revisione legale dei conti possono presentare la loro comunicazione grazie ad una certificazione rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti, iscritti nella sezione A del registro professionale. 

L’incentivo ha come obiettivo quello di sostenere le imprese italiane appartenenti alla Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno istituita dall’apposito Decreto 17 maggio 2024 del ministro per gli Affari europei, il sud, le Politiche di coesione e il Pnrr convertito in Legge e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 maggio 2024, dal 1° gennaio 2024 che stabilisce le modalità di accesso al credito Zes Unica. 

Vediamo insieme come funziona l’incentivo Zes Unica e come ottenerlo anche grazie all’attività dei nostri revisori e beneficiare di speciali condizioni sugli investimenti in beni strumentali per la crescita economica nel Mezzogiorno, 

Come funziona Zes Unica Zona Economica Speciale 2024

zes credito d'imposta
Zes credito d’imposta

Zes Unica è una agevolazione a cui possono accedere le imprese dei territori delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia in relazione agli investimenti ed allo sviluppo d’impresa, già beneficiare del Decreto Sud. In particolare, il tax credit previsto da questa misura è legato alle spese per l’acquisto o leasing di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate in Zes Unica, oltre ad immobili strumentali agli investimenti con la compensazione di debiti fiscali e sconti sulle tasse. 

L’incentivo sostiene i progetti di investimento realizzati dal 1° gennaio 2024 al 15 novembre 2024 per spese per un minimo di 200mila di euro ad un massimo di 100 milioni di euro. Il valore dei terreni e dei fabbricati legati ad essi non può superare il 50 per cento del valore totale dell’investimento. Zes Unica Mezzogiorno compenserà i costi sostenuti per:

  • il 40 per cento alle imprese delle Regioni del Mezzogiorno Calabria, Campania, Puglia e Sicilia;
  • il 30 per cento per le imprese di Basilicata, Molise e Sardegna;
  • il 50 ed il 40 per cento rispettivamente per i progetti di investimento delle Regioni Puglia e Sardegna legati al Fondo per una transizione giusta;
  • il 15 per cento per gli investimenti effettuati nelle zone assistite della regione Abruzzo. 

Per gli investimenti che non superano i 50 milioni di euro queste percentuali sono aumentate di 10 punti per le medie imprese e 20 punti per le piccole imprese. 

Come ottenere il credito di imposta Zes Unica per l’anno 2024

zes unica
Zes unica

Zes Unica per il Mezzogiorno può essere ottenuto tramite credito di imposta in compensazione con la presentazione dell’F24 nel periodo di imposta in cui si accede all’agevolazione e per quelli successivi fino a quando non si termina il suo utilizzo. 

Le imprese beneficiare hanno l’obbligo di rimanere per cinque anni nelle zone oggetto dell’agevolazione pena l’esclusione del progetto e la restituzione delle somme percepite. 

Inoltre, se ci sono beni acquistati non utilizzati entro il secondo ed il quinto periodo d’imposta si incorre nelle rideterminazione del costo complessivo del progetto per il riconoscimento del credito. 

Il credito d’imposta Zes Unica non fa distinzione di settore per le imprese beneficiarie ma quelle che si occupano della produzione primaria di prodotti agricoli o in quello della pesca e dell’acquacoltura fanno riferimento alle regole del Decreto Agricoltura per ottenere l’ autorizzazione Unica corredata di business plan per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2024 fino al 15 novembre 2024 ed avere il contributo sotto forma di credito di imposta.