Crisi d’impresa e revisore legale: ruolo e responsabilità

L’entrata in vigore del Codice della Crisi e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019) ha rivoluzionato il panorama aziendale italiano, ponendo l’attenzione sulla prevenzione e l’emersione tempestiva della crisi d’impresa. In questo scenario, il ruolo del revisore legale assume una centralità cruciale, evolvendo da certificatore ex post a sentinella proattiva.
Il revisore è oggi chiamato a monitorare costantemente la continuità aziendale e a intercettare precocemente i gravi indizi di crisi attraverso specifici indicatori. L’obbligo di segnalazione, introdotto dalla normativa, rappresenta un compito delicato ma essenziale.
In questo contesto, il revisore legale assume un ruolo centrale, monitorando la salute economico-finanziaria dell’impresa e individuando tempestivamente segnali di difficoltà, come perdite ricorrenti, squilibri patrimoniali o problemi di liquidità.
La tempestiva comunicazione agli organi amministrativi e di controllo non è solo un adempimento normativo, ma lo strumento chiave per attivare le procedure di allerta. Il revisore legale, con la sua diligenza qualificata, è quindi un attore fondamentale per la salvaguardia del valore aziendale e per la gestione controllata delle situazioni di difficoltà finanziaria.
Il ruolo del revisore legale nella prevenzione della crisi d’impresa
Il revisore legale svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione della crisi d’impresa, contribuendo a garantire la trasparenza e la solidità finanziaria dell’azienda. Grazie all’analisi accurata dei bilanci e dei flussi di cassa, il revisore identifica tempestivamente segnali di allerta, come perdite continuative, indebitamento e squilibri patrimoniali.
Infatti, il suo compito non si limita alla verifica contabile: deve anche supportare gli organi aziendali nell’adozione di strategie preventive, offrendo indicazioni su piani di risanamento e riorganizzazione. L’intervento tempestivo del revisore legale riduce il rischio di insolvenza e protegge l’impresa da responsabilità civili o sanzioni.
Inoltre, attraverso un monitoraggio costante e la segnalazione di anomalie finanziarie, il revisore favorisce una gestione aziendale più sostenibile e consapevole. È compito cruciale di questo professionista monitorare gli indicatori di crisi previsti dalla normativa, tra cui squilibri patrimoniali o economico-finanziari che rendano probabile l’insolvenza. L’intercettazione tempestiva di questi segnali fa scattare l’obbligo di segnalazione all’organo amministrativo.
Se l’organo amministrativo non adotta misure correttive adeguate entro i termini stabiliti, il revisore ha l’onere di procedere alla successiva comunicazione, innescando formalmente la procedura di emersione. Questo presidio proattivo del revisore legale è essenziale per consentire all’impresa di accedere per tempo a strumenti di ristrutturazione, massimizzando le probabilità di recupero e salvaguardando il valore economico.
La segnalazione di insolvenza obbligatoria
Il Codice della Crisi e dell’Insolvenza (CCII) ha introdotto un meccanismo di segnalazione obbligatoria come fulcro del sistema di emersione anticipata delle difficoltà aziendali. Questo obbligo grava, tra gli altri, sul revisore legale, il quale è chiamato a vigilare sui gravi indizi di crisi o insolvenza che compromettono la continuità aziendale.
La segnalazione, regolata in particolare dall’Art. 25-octies CCII, scatta quando il revisore, nell’esercizio delle sue funzioni, viene a conoscenza di presupposti che rendono probabile l’insolvenza (come l’inadeguatezza dei flussi di cassa prospettici). Questo professionista deve inviare per iscritto una comunicazione all’organo amministrativo aziendale per segnalare la situazione di crisi impresa o insolvenza dell’attività.
Questo atto è propedeutico alla nomina di un esperto indipendente della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura, necessaria per avviare la procedura di composizione negoziata prevista quando l’impresa non è più in grado di soddisfare gli adempimenti economici nei confronti dei suoi creditori. La procedura ha come obiettivo quello di risanare l’azienda, trovando un accordo stragiudiziale tra debitore e creditori e risolvere in questo modo la situazione di difficoltà economica. In questa situazione, il revisore deve registrare nel bilancio le avvenute trattative, senza intervenire concretamente sulla risoluzione dei problemi in quanto è il collegio sindacale a poter agire sugli amministratori, ad esempio impugnando delibere dannose, convocando l’Assemblea, denunciando al Tribunale e avviando azioni di responsabilità.
Le caratteristiche della segnalazione del revisore legale sono anche la tempestività della comunicazione tramite PEC o raccomandata A/R all’organo di controllo dell’impresa con motivazione che spiega lo stato di crisi di impresa o di insolvenza. L’amministrazione aziendale ha tempo 30 giorni dalla sua ricezione per spiegare quali sono le azioni che ha intenzione di mettere in atto per risolvere la situazione, senza l’obbligo di nomina dell’esperto per accedere alla composizione negoziata.
Monitoraggio dei bilanci e indicatori di allerta

Il monitoraggio dei bilanci è l’attività primaria attraverso cui il revisore legale e l’organo di controllo adempiono al loro dovere di intercettare precocemente i segnali di crisi d’impresa. Non si tratta solo di verifiche contabili, ma di un’analisi dinamica finalizzata a valutare l’effettiva tenuta della continuità aziendale.
Il Codice della Crisi ha formalizzato l’uso degli indicatori di allerta, quali ratio patrimoniali, finanziari ed economici, che superano determinate soglie di squilibrio. Ad esempio, l’analisi del DSCR (Debt Service Coverage Ratio) prospettico è cruciale per valutare l’adeguatezza dei flussi di cassa a coprire il debito.
Infatti, la normativa richiede alle aziende di adottare assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati per identificare tempestivamente segnali di difficoltà finanziaria e sostenibilità economica, come squilibri reddituali, patrimoniali o finanziari. Le verifiche periodiche del revisore servono ad individuare per tempo debiti consistenti scaduti relativi a imposte, tributi, contributi o altri indicatori che non sono favorevoli per la continuità dell’azienda.
Quando questi indicatori scattano, evidenziando una probabilità di insolvenza, si attiva immediatamente il meccanismo di segnalazione obbligatoria. Un efficace monitoraggio periodico dei bilanci e degli indicatori di allerta è fondamentale per dare all’impresa il tempo di reagire e accedere agli strumenti di composizione negoziata.
Le verifiche periodiche per individuare la crisi d’impresa
Il revisore legale ha il compito di vigilare sulla situazione economica dell’azienda che gli ha conferito l’incarico, intensificando le verifiche periodiche in caso di sospetto di problemi e difficoltà dell’impresa a poter assolvere nell’immediato futuro ai propri obblighi finanziari. Quando si è in presenza di tali condizioni, questo professionista deve:
- svolgere analisi più approfondite che non rivolgano solo alla consultazione dei libri contabili ma vadano a controllare anche lo stato dei pagamenti effettuati a dipendenti e fornitore, oltre alla gestione dei crediti bancari;
- raccogliere informazioni tramite il confronto con gli amministratori dell’azienda, in modo da rilevare le criticità ed indurli ad affrontarle in modo celere per evitare lo stato di crisi d impresa;
- conservare le prove documentali che attestano lo stato di crisi o insolvenza dell’impresa, come ad esempio gli estratti conto e le fatture scadute;
- scambiare informazioni con il Collegio Sindacale, il revisore può ottenere informazioni rilevanti derivanti dalla partecipazione di questo organo al consiglio di amministrazione aziendale o alle sue altre attività di vigilanza.
La segnalazione obbligatoria per crisi d’impresa o insolvenza avverrà dopo che il revisore legale avrà raccolto segnali e prove concrete di questa situazione economica difficile che mette a rischio la continuità dell’impresa, permettendo così agli amministratori di regolarsi. Questi ultimo potranno mettere in pratica le contromisure necessarie o attivare la composizione negoziata, prima che la situazione diventi irreversibile per l’azienda.
I segnali della crisi d’impresa o insolvenza
Durante l’esame sulla contabilità dell’impresa, le verifiche del revisore legale raccolgono informazioni e documenti messi a disposizione dagli amministratori e la situazione di crisi d’impresa o insolvenza avviene quando:
- l’attività ha debiti scaduti sulle retribuzioni da oltre 30 giorni e pari più della metà degli importi mensili complessivi dei compensi da riconoscere ai propri dipendenti;
- l’azienda ha debiti verso i fornitori che sono scaduti da più di 90 giorni e ammontano a più della metà delle somme che compongono i debiti non scaduti;
- l’impresa ha esposizioni verso banche o altri intermediari finanziari scadute da più di 60 giorni oppure hanno oltrepassato il limite degli affidamenti per il 5 per cento del loro totale;
- la società è in ritardo di più di 90 giorni nel versamento di contributi previdenziali INPS al 30 per cento di quelli dovuti nell’anno precedente e all’importo 15mila euro se ha lavoratori subordinati e parasubordinati, 5mila euro se non li prevede.
Inoltre, il revisore legale deve considerare anche i debiti con l’INAIL superiori al limite di 5mila euro per quanto riguarda i premi assicurativi, stesso limite per i debiti relativi all’imposta sul valore aggiunto che non deve superare il 10 per cento dell’ammontare del volume d’affari dell’anno d’imposta precedente e non andare oltre i 20mila euro. La segnalazione obbligatoria della crisi d’azienda o insolvenza può scattare anche quando l’azienda per debiti accertati e scaduti da più di 90 giorni verso Agenzia delle Entrate che superano i 100mila euro per le imprese individuali, 200mila euro per le società, 500mila per tutte le altre.
Mancanza del Collegio Sindacale o di fornitura delle informazioni

In assenza del Collegio Sindacale per le imprese che sono obbligate dalla Legge ad averlo o di informazioni non fornite tempestivamente da parte degli amministratori dell’azienda al revisore, quest’ultimo si deve muovere:
- documentando le richieste di informazioni effettuate agli amministratori con date, modalità e contenuti;
- valutando i principi di revisione ISA Italia nello svolgimento del proprio incarico in caso di assenza di informazioni che può risultare compromesso ed influire sul giudizio di revisione e sulla valutazione di continuità aziendale;
- segnalando lo stato di crisi d’impresa o d’insolvenza quando i parametri lo attestano;
- comunicando formalmente agli amministratori la loro mancata collaborazione e suggerendo la convocazione dell’assemblea dei soci in caso di situazione critica;
- presentando le dimissioni motivate nel caso in cui la mancanza di informazioni non consente di svolgere il suo incarico.
La mancanza del collegio sindacale o nella fornitura delle informazioni mettono a rischio non solo il giudizio del revisore legale ma è anche un pericolo per la continuità dell’azienda analizzata, in quanto potrebbero esserci dei ritardi sull’individuazione della crisi d’impresa o d’insolvenza, compromettendo le mosse future per risolverla. Compila il form per ricevere la nostra consulenza ed evitare una situazione di compromessa continuità aziendale.
