Il Codice Italiano di etica e indipendenza revisore legale

Il principio di indipendenze revisore legale ha una importanza fondamentale per la validità delle nomine degli incarichi di revisione legale e per i conseguenti bilanci delle società per le quali svolge tale attività.
Infatti, società di revisione e singoli revisori devono rispettare il principio di indipendenza sia durante la redazione dei bilanci che in quello a che nel periodo temporale a cui essi si riferiscono per l’impresa in cui si svolge la loro attività.
Quindi, la nomina dei revisori legali deve essere fatta dalle imprese con attenzione in quanto se non si è a conoscenza della non indipendenza della società o del singolo professionista del requisito di indipendenza, questa rischia l’invalidità sua del conferimento dell’incarico che dei bilanci stessi.
Per questi motivi, risulta fondamentale che le imprese stiano attente a quanto stabilisce l’articolo 10 del D.lgs numero 39 del 2010 che indica che i singoli revisori o la rete di professionisti di cui fa parte, compreso il suo personale, devono risultare indipendenti direttamente o indirettamente nell’esito della revisione legale dell’azienda per la quale si svolge tale attività e non devono essere coinvolti nel suo processo decisionale. Il nuovo Codice Italiano di Etica e Indipendenza dei revisori contabili, introdotto il 23 marzo 2023, ha rafforzato l’obbligatorietà del rispetto della conformità ai principi etici legati agli incarichi conferiti a i collegi di revisione legale e dei singoli revisori.
Cosa afferma il nuovo codice per l’indipendenza del revisore legale
Questo documento afferma i principi deontologici che i revisori devono garantire rispetto alle società clienti di revisione e sono quelli di:
- integrità, intesa come l’onestà, la trasparenza e l’essere diretti nelle relazioni professionali;
- obiettività, il giudizio professionale non deve essere influenzato da conflitti di interesse, pregiudizi e pressioni indebite di terzi;
- competenza professionale e diligenza, le prestazioni offerte devono garantire un altro grado di professionalità, rispettando i principi tecnici e professionali durante il loro svolgimento;
- riservatezza, non divulgare le informazioni acquisite durante l’attività professionale;
- comportamento professionale, svolgere la propria attività rispettando le normative e non discreditando la società revisionata.
Inoltre, l’attività di revisione contabile deve essere svolta nel rispetto dei principi internazionali ISA 200 che indicano gli obiettivi generali nello svolgimento dell’attività in conformità con i principi di integrità, scetticismo professionale, indipendenza e obiettività.
Cosa si intende per indipendenza formale del revisore ed i rischi che la possono compromettere
Per indipendenza formale si intende la capacità del revisore o delle società di revisione legale di essere influenzate da condotte e comportamenti che possono compromettere il loro giudizio nello svolgimento della loro attività.
Infatti, i rischi legati alla compromissione dell’indipendenza del revisore possono riguardare tutte quelle relazioni finanziarie, relazioni d’affari, relazioni personali o relazioni di lavoro ed altri servizi diversi dalla revisione che lo legano al cliente e possono influenzarne l’esito dell’attività prestata.
Quindi, i principi deontologici fondamentali applicabili servono anche a far sì che interessi personali, la promozione di quelli del cliente, intimidazioni e familiarità non incidano sul comportamento professionale del revisore.
Inoltre, si possono applicare delle misure di salvaguardia che permettano l’esame dei documenti oggetto della revisione legale a soggetti che non hanno alcun legame con la società cliente per la quale si deve svolgere tale prestazione.
Cosa succede se il revisore non è indipendente

La dichiarazione annuale di indipendenza è il documento con il quale il revisore dichiara ogni anno la sua indipendenza e quella del suo personale che partecipa alle attività svolte per conto delle società terze.
Infatti, questo professionista deve mettere in pratica tutte quelle azioni volte ad evitare che ci siano comportamenti o legami diretti ed indiretti con la Società che gli ha conferito l’incarico di revisione possano influire sulla sua attività e rimuoverli quando è necessario.
Infatti, bisogna evitare il rischio di autoriesame, di patrocinio legale o di altri interessi legati alla società per la quale si lavora per non far sì che queste attività possano incidere nella formazione del giudizio.
Quindi, si deve accertare che le attività del revisore legale o della società di revisione non siano svolte in condizioni di mancata indipendenza rispetto alla società revisionata, pena la nullità dell’incarico e del bilancio approvato.
L’importanza delle carte di lavoro
Il revisore legale e le società che svolgono l’attività di revisione devono accertare la propria indipendenza all’interno delle carte di lavoro, indicando tutti i passaggi logici che permettano anche ai controlli del MEF di seguire tutte le fasi che hanno portato alla formazione del suo giudizio.
Per farlo, il professionista deve formare una check list che contiene delle domande che devono accertare che siano state mantenute da parte sua, indipendenza ed obiettività, meglio se queste sono supportate da documenti.
Infatti, è responsabilità del revisore rilevare un potenziale rischio alla sua indipendenza ed adottare le misure idonee a mitigarlo ed agire in conformità ai principi di revisione.
Questi professionisti che effettuano la revisione legale devono essere indipendenti dalla società sottoposta a revisione e non devono subire condizionamento diretto o indiretto da qualsiasi persona fisica in grado di influenzare direttamente o indirettamente il suo giudizio, evitando che risulti compromesso.
Quale tipo di indipendenza deve essere assicurata
Ogni soggetto che svolge questa attività deve dimostrare la propria indipendenza e quella dell’eventuale personale impiegato nell’attività di revisione che non deve essere in alcun modo influenzato da relazioni che possono minare le caratteristiche intrinseche e fondamentali legate all’indipendenza.
L’attestazione di indipendenza deve contenere la dimostrazione che le nomine di revisione contabile siano stati svolti entro un livello accettabile di influenza esterna.
Invece, se la prestazione di servizi diversi da tale incarico ledono tale indipendenza, i professionisti devono adottare le misure idonee a mitigarlo in maniera efficace.
Società e professionisti sono soggetti ai principi etici applicabili per gli incarichi di revisione delle aziende e non devono essere in alcun modo coinvolti nel suo processo decisionale.
Chi controlla l’indipendenza del revisore

La correttezza del corretto svolgimento della revisione legale spetta al collegio sindacale che vigila sul correttezza funzionamento dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile della società nella quale è istituito.
Infatti, la sua attività di vigilanza relativa alla revisione del bilancio ed alla sua approvazione, riferendo all’assemblea i numeri dell’esercizio.
Inoltre, è il collegio di vigilanza a nominare i soggetti che devono svolgere la revisione su proposta dell’organo di controllo, verificando la loro indipendenza al momento del conferimento dell’incarico, durante il periodo cui si riferiscono i bilanci e in quello dello svolgimento di tale attività.
Infine, per evitare che direttive e procedure che sottolineano l’importanza dell’indipendenza vengano minati dal rapporto che lega il collegio a chi svolge la revisione, ci sono i controlli del MEF a verifica della sussistenza dei requisiti previsti.
