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Come diventare revisore della sostenibilità: ecco la domanda

revisore della sostenibilità
Revisore della sostenibilità

Per ottenere l’abilitazione come revisore della sostenibilità si deve seguire quanto stabilito dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 19 febbraio 2025, entrato in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale qualche giorno fa, precisamente il 3 marzo. Le regole contenute in queste disposizioni normative riguardano i revisori legali che si iscriveranno nell’apposito registro entro il primo gennaio 2026.

Questa nuova figura professionale è stata istituita dalla direttiva UE numero 2464 del 2024 per effettuare la rendicontazione di sostenibilità, recepita anche dal nostro Paese attraverso il decreto legislativo numero 125 del 6 settembre 2024, indicando che tale attività può essere effettuata dal revisore legale o da una società che svolge la revisione del bilancio, oppure da un altro revisore.

Per poter accedere all’abilitazione come revisori della sostenibilità è necessario presentare una domanda ed aver conseguito almeno cinque crediti formativi annuali nelle materie relative alla sostenibilità entro il primo gennaio 2026. Superata questa data, per diventare un revisore della sostenibilità sarà necessario un esame di idoneità professionale per essere abilitati a tale incarico e svolgere un tirocinio di otto mesi per migliorare le conoscenze legate alla sostenibilità.

La domanda di abilitazione per diventare revisore della sostenibilità dovranno essere inviate online tramite la compilazione e la trasmissione di un modulo accedendo alla propria area riservata del sito istituzionale della revisione legale e pagare un contributo pari a 50 euro per le spese di segreteria ed amministrative.

Chi è il revisore della sostenibilità

Il revisore della sostenibilità è un professionista specializzato nella valutazione delle pratiche ambientali, sociali e di governance (ESG) di un’azienda o di un’organizzazione. Il suo ruolo principale è verificare l’accuratezza e l’affidabilità delle informazioni contenute nei bilanci di sostenibilità e nei report non finanziari, assicurando che siano conformi agli standard internazionali, come la GRI (Global Reporting Initiative) o la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive).

Questo esperto analizza l’impatto ambientale, le politiche aziendali sui diritti umani, l’etica lavorativa e la gestione della governance, individuando eventuali criticità e suggerendo miglioramenti. Il revisore della sostenibilità può operare all’interno di società di revisione, enti certificatori o come consulente indipendente.

La sua attività è fondamentale per garantire trasparenza e credibilità alle dichiarazioni di sostenibilità aziendale, aiutando le imprese a costruire una reputazione solida e ad attrarre investitori e stakeholder sempre più attenti ai criteri ESG, attraverso la verifica della completezza dei dati, la trasparenza dei metodi utilizzati per la loro raccolta e l’attuazione delle politiche aziendali in materia di sostenibilità.

Questo professionista si occupa della redazione della rendicontazione di sostenibilità, accertandosi che essa venga eseguita seguendo i criteri di redazione e della sua conformità normativa ed all’obbligo di marcatura secondo quanto previsto dall’articolo 13 della Legge numero 15 del 21 febbraio 2024.

Come si fa la rendicontazione di sostenibilità

come diventare revisore della sostenibilità
Come diventare revisore della sostenibilità

La rendicontazione di sostenibilità è un documento redatto da un revisore legale che attesta l’impatto delle attività di un’aziende a livello sociale ed ambientale, evidenziando i passi in avanti fatti in questo ambito e le criticità ancora da realizzare per ottenere uno sviluppo sostenibile. La realizzazione di questo report deve essere eseguita seguendo gli standard ed i principi internazionali ESG e CSRD, in modo da poter valutare le performance in materia di sostenibilità e che possa essere completa, equilibrata, comparabile ed affidabile. Questa attestazione da pubblicare sul sito internet aziendale può essere strutturata con:

  • un’introduzione che descrive il rapporto dell’azienda revisionata con la sostenibilità;
  • gli effetti dell’attività della società dal punto vista ambientale, sociale ed economico;
  • la discussione sulla gestione governativa dell’organizzazione in materia di sostenibilità;
  • la descrizione delle politiche e dei piani d’impresa sulla gestione dei rischi riguardanti la sostenibilità;
  • il riferimento agli indicatori di performance sulla sostenibilità;
  • le conclusioni contenenti i successi e gli aspetti da cambiare per raggiungere una piena sostenibilità, anche in base agli interessi degli stakeholders, al risk management, alle procedure di due diligence, alle modalità di attuazione, al ruolo degli organi di amministrazione, gestione e controllo riguardo i principi ESG, agli incentivi, agli indicatore ed alle KPI.

Ricordiamo che la rendicontazione obbligatoria è obbligatoria dal primo gennaio 2024  per le grandi imprese di interesse pubblico con più di 500 dipendenti e dal primo gennaio 2025 per le altre grandi imprese, mentre sarà così dal primo gennaio 2026 per le PMI quotate e dal primo gennaio 2028 società extra UE con un fatturato annuo oltre i 150 milioni di euro con sede operativa o una filiale in Europa come PMI quotata o grande imprese con fatturato netto superiore a 40 milioni di euro nell’esercizio precedente. Non sono obbligate alla redazione di questo documento le microimprese e grandi imprese assieme alle PMI quotate se la rendicontazione di sostenibilità è contenuta in quella della società madre.

Come diventare revisore della sostenibilità

Per diventare revisore di sostenibilità è necessario presentare una domanda secondo quanto previsto dalla legislazione in vigore, compilando ed inviando l’apposito modulo che dovrà contenere le seguenti informazioni:

  • i dati anagrafici del richiedente come nome, cognome, data di nascita, codice fiscale e residenza;
  • la PEC ed un recapito telefonico;
  • il numero di iscrizione al registro dei revisori legali;
  • nome, numero di iscrizione, indirizzo e sito internet della società di revisione per la quale si lavora, si è socio o amministratore;
  • altre iscrizioni o abilitazioni ottenute in Stati UE o Paesi terzi in albi e registri di revisori, indicando nomi e numeri di registrazione;
  • i requisiti di onorabilità e la rete di appartenenza;
  • l’impegno a comunicare i cambiamenti riguardo le informazioni elencate precedentemente;
  • gli estremi del versamento del contributo di iscrizione.

Inoltre, è necessario dimostrare l’acquisizione dei crediti formativi e lo svolgimento del tirocinio, dopo il primo gennaio 2026 il sostenimento dell’esame di abilitazione, ed attendere centocinquanta giorni per l’esame della domanda e la registrazione del provvedimento da parte del MEF, il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Revisore della sostenibilità requisiti ed argomenti di studio

revisore della sostenibilità
Revisore della sostenibilità

Il revisore della sostenibilità è un professionista con competenze specifiche sugli standard ESG e normative ambientali. Per svolgere questo ruolo, è fondamentale possedere una formazione in discipline economiche, ambientali o giuridiche, con specializzazioni in sostenibilità aziendale, auditing per la certificazione e la compliance normativa.

Tra i requisiti principali vi sono la conoscenza degli standard di rendicontazione come GRI (Global Reporting Initiative), CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) e IFRS Sustainability, oltre alla capacità di analizzare dati su impatti ambientali, sociali e di governance. Gli argomenti di studio comprendono diritto ambientale, gestione dei rischi ESG, economia circolare, calcolo delle emissioni di CO2 e l’efficienza delle politiche aziendali in materia di sostenibilità, metodologie di auditing. È utile acquisire certificazioni specifiche, come quelle rilasciate da organismi di certificazione ESG.

Un revisore della sostenibilità deve avere capacità analitiche, attenzione ai dettagli e competenze comunicative, poiché lavora a stretto contatto con aziende, investitori e stakeholder per garantire trasparenza e conformità normativa attraverso la conoscenza delle normative in vigore, assicurando anche indipendenza ed etica professionale per fornire trasparenza ed affidabilità nello svolgimento della sua professione.

L’importanza del revisore della sostenibilità è dovuta alla sua capacità di verificare che i dati riportati nei bilanci di sostenibilità siano affidabili, conformi agli standard internazionali e privi di errori o omissioni per migliorare la fiducia di investitori, consumatori e stakeholder, aiutando le aziende ad avere una crescita responsabile e sostenibile tramite l’evidenziazione dei passi in avanti fatti e l’indicazione di soluzioni per ridurre le criticità attraverso l’applicazione dei principi ESG e CRSD nelle pratiche imprenditoriali.